La perdita uditiva relazionata all’invecchimento: cambiamenti del sistema uditivo centrale e benefici degli ausili acustici
Alumno Fabio Bergo estudiante del Máster en Audiología Clínica y Terapia de la Audición
Sintesi
La presbiacusia, che è la perdita uditiva legata all’età, comporta una riduzione della precisione temporale e un aumento del ritardo della risposta corticale nella componente corticale P2, che indica un rallentamento dei processi sensoriali e cognitivi. Questi cambiamenti contribuiscono a rendere difficoltosa la comprensione e la localizzazione del del suono, soprattutto in ambienti rumorosi. Gli anziani, quale risposta naturale del proprio sistema neuronale, compensano tale declino con il ricorso a memoria di lavoro e attenzione, con un incremento dello sforzo d’ascolto, sottraendo risorse per la comprensione.
Questa revisione sistematica di 33 studi evidenzia le conseguenze neurofisiologiche, comportamentali e di neuroimmagine dell’ipoacusia e analizzano i meccanismi compensatori, il ruolo della latenza P2, la plasticità neurale e gli effetti dell’uso precoce degli apparecchi acustici. I risultati mostrano che la perdita uditiva aumenta il guadagno centrale e il reclutamento frontale, mentre l’uso tempestivo degli apparecchi acustici favorisce una plasticità neuronale positiva che riduce la latenza P2 e diminuisce lo sforzo cognitivo. Il recupero dell’input uditivo emerge così come una strategia possibile ed efficace per contrastare il declino neurale e migliorare la comprensione del parlato.
Parole chiave: invecchiamento uditivo, presbiacusia, plasticità neurale, sforzo d’ascolto, apparecchi acustici.
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- 21 de abril de 2026






